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Ecco cosa succede tecnicamente quando li usi in quell’ordine:

  1. sudo apt update: Sincronizza l’elenco dei pacchetti. È come scaricare l’ultimo catalogo dei prodotti disponibili.

  2. sudo apt full-upgrade -y: Scarica e installa tutto. Il flag -y (yes) conferma tutto in automatico. Attenzione però: usalo solo se sei sicuro di avere spazio su disco, perché se l’installazione si interrompe a metà per mancanza di spazio, potresti ritrovarti di nuovo con un Kernel Panic.

  3. sudo apt autoremove: È lo “spazzino”. Rimuove le vecchie versioni del kernel e le librerie che non servono più a nessun programma.


Un consiglio sulla “pulizia” dei Kernel

Il comando autoremove è intelligente: di solito mantiene il kernel attualmente in uso e quello immediatamente precedente come backup. Questo è il motivo per cui oggi sei riuscito a far partire il PC selezionando una versione vecchia dal menu di GRUB.

Cosa fare se vuoi essere extra-sicuro: Prima di lanciare autoremove dopo un grosso aggiornamento del kernel, riavvia il PC e assicurati che il nuovo kernel funzioni bene. Se tutto va bene, allora lancia autoremove per fare pulizia. Se invece il nuovo kernel dà problemi, avrai ancora quello vecchio lì pronto ad aiutarti.

Come controllare quali kernel hai “accumulato”

Se un giorno volessi vedere quanti ne hai installati, puoi usare questo comando: dpkg --list | grep linux-image

I pacchetti segnati con ii sono quelli installati. Se ne vedi troppi (tipo 5 o 6), sudo apt autoremove provvederà a cancellare quelli più datati.

Riassumendo la tua “routine” di manutenzione:

Ti consiglio di creare un piccolo “alias” o semplicemente ricordare questa stringa unica: sudo apt update && sudo apt full-upgrade && sudo apt autoremove && sudo apt autoclean

  • autoclean: Rimuove i file .deb scaricati nella cache che non sono più presenti nei repository, liberando ulteriore spazio senza toccare i programmi installati.