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Moduli “core” per il footprinting di un dominio

ModuloCosa faAPI key?Tipo
recon/domains-hosts/hackertargetSottodomini + IP, ottimo punto di partenzaNoPassivo
recon/domains-hosts/certificate_transparencySottodomini dai log dei certificati (CT)NoPassivo
recon/domains-hosts/bing_domain_webSottodomini via BingNoPassivo
recon/domains-hosts/brute_hostsSottodomini per brute-force da wordlistNoAttivo
recon/domains-hosts/mx_spf_ipRecord MX/SPF (utile per l’infrastruttura mail)NoPassivo
recon/domains-contacts/whois_pocsEmail e contatti dai dati WHOISNoPassivo
recon/hosts-hosts/resolveRisolve gli hostname trovati in IPNoPassivo

Questi sette ti danno già una mappa decente di sottodomini, IP e contatti senza bisogno di chiavi. La distinzione chiave: il brute-forcing dei sottodomini è ricognizione attiva perché interagisce direttamente con l’infrastruttura del target, mentre servizi come HackerTarget si basano su dati esistenti e sono quindi passivi. Quindi hackertarget e certificate_transparency puoi usarli sempre; brute_hosts solo quando l’attiva è nello scope. Rsmus

Moduli potenti che richiedono API key (gratuite)

Se investi qualche minuto a registrare le chiavi, questi alzano molto la resa:

  • recon/domains-hosts/shodan_hostname e recon/hosts-hosts/shodan_ip → servizi esposti e porte, via Shodan.
  • recon/hosts-hosts/virustotal → sottodomini dal dataset storico di VirusTotal.
  • recon/domains-contacts/hunter_io → pattern e indirizzi email dell’organizzazione.

Molti moduli potenti (Shodan, Hunter.io, GitHub) richiedono API key per funzionare. Le chiavi si impostano una volta sola con il comando keys add <nome> <valore> e restano valide tra i workspace. Hackercool Magazine

Per l’export finale

  • reporting/csv, reporting/json, reporting/html → per tirare fuori i risultati in modo leggibile a fine sessione.